Food, fotografia e IQOS, il dispositivo che scalda il tabacco: le tre passioni che fanno felice Francesca

Quante cose può fare una giovane donna di trentasei anni durante la sua giornata? Una? Dieci? Anche cento, se ha l’energia e la passione di Francesca. Di origini abruzzesi, ma trapiantata a Milano, dove svolge la sua attività di food stylist e food photographer dal 2016, dopo aver lasciato il suo precedente lavoro di media planner. Una decisione importante, che l’ha portata a fare il “grande salto” da dipendente di una grande agenzia a professionista autonoma. Una scelta che ha rivoluzionato la sua vita e le sue giornate: prima, tra numeri e tabelle excel, ora, tra cibo, luci e ristoranti. Il cambiamento è il fil rouge della vita di Francesca, che l’accomuna ad IQOS e l’ha portata a provarlo, per continuare a consumare il tabacco ma in modo diverso.

Dai numeri al cibo: cosa ti ha portato a prendere questa decisione?

Avendo origini abruzzesi, il mio rapporto con il cibo è sempre stato molto forte. Credo sia così per tutti quelli che hanno origini nel Sud Italia. In più, ho scoperto nel tempo che mi piaceva particolarmente non solo il cibo legato al mondo della cucina, ma anche il suo aspetto estetico, e quindi la sua fotografia. Mi sono appassionata fino a decidere di farlo diventare un lavoro. E sono stata sicuramente aiutata dall’attenzione sempre maggiore che si è sviluppata nei confronti del cibo e dalla sua propagazione sui social.

Ho iniziato come autodidatta, ma poi ho investito molto nella mia formazione.
Attualmente sto seguendo un Master di fotografia allo IED, per migliorare sempre più e approfondire la mia professione. Ecco, se posso dare un consiglio a chi decide di fare un cambiamento professionale, è proprio quello di investire nella formazione e nella ricerca. Credo che anche chi ha inventato IQOS lo abbia fatto. Credo sia stato fondamentale fare ricerca, studiare, approfondire prima di arrivare a creare qualcosa di così rivoluzionario rispetto ai tradizionali modi per consumare il tabacco.

Sembri molto preparata anche su IQOS: come lo hai conosciuto? Quando è entrato nella tua vita?

Me lo ricordo perfettamente. E’ stata una mia amica a farmi conoscere IQOS. Mi ha detto: “Devi provare questo sistema nuovo. E’ una vera alternativa alla sigaretta, perché scalda il tabacco, ma non lo brucia. Quindi non fa fumo e tu non puzzi”. L’ho provato e da allora uso IQOS a casa, sia quando sono al computer e lavoro alla post-produzione delle foto, sia quando sono sul divano e ho un po’ di tempo libero.

Com’è la giornata di una food stylist e photographer?

Quando ho deciso di intraprendere questa attività, tutti mi dicevano “vedrai quando farai le call in pigiama!” e io ho pensato che mai e poi mai avrei fatto una cosa del genere!
Quindi, per prima cosa dopo la sveglia, mi faccio la doccia e mi vesto.
Subito dopo, caffè e IQOS! Pronta, “caffettata e con iqos”, faccio la spesa e cucino. Ma in un modo un po’ diverso da quello cui tutti siamo abituati, perché preparo il cibo per lo scatto fotografico, quindi, non solo il contenuto, ma anche la “scenografia”. Faccio esperimenti, prove e, dopo lo scatto, mi dedico alla post-produzione delle immagini al computer.
Ci vuole tempo e cura per ogni dettaglio perché la creazione del piatto, così come quella dello scatto fotografico, non è mai veloce, servono gesti precisi, a volte lenti a volte più rapidi.

Che caratteristiche deve avere un piatto per essere innovativo?

Per me l’innovazione è un nome: quello dello chef Niko Romito. Attraverso un lavoro lunghissimo e meticoloso, arriva alla sintesi estrema di un sapore e di un ingrediente.
Credo che quando riesci a raggiungere quel livello estremo di essenzialità e quando, eliminando, arrivi al sapore puro, allora ottieni un piatto veramente innovativo.
Prendi IQOS, ad esempio, grazie alla sua capacità di scaldare e non bruciare, senza fumo, senza cenere e con meno odore persistente, ti restituisce il gusto autentico del tabacco.

Francesca descrive IQOS con tre aggettivi: versatile, smart e bellissimo. E aggiunge: “soprattutto nella versione metallizzata blu, che è proprio una chicchetta!”.

L’estate con IQOS vale doppio

Con IQOS l'estate senza fumo vale doppio.

Un IQOS lover sa che in estate potrà portare con sé in luoghi bellissimi e meravigliosi, dalla spiaggia alla cima di una montagna, dalle rilassanti sponde del lago a qualche località di paesi lontani. IQOS il dispositivo elettronico per il riscaldamento del tabacco sviluppato da Philip Morris International non crea fumo, né cenere e rilascia un odore meno persistente.

Vento d’estate io vado al mare, voi che fate... il ritornello di questa famosa canzone sembra perfetto per accompagnare gli IQOS lover nel periodo agostano. Il dispositivo, sviluppato in Svizzera da Philip Morris International, permettere ai fumatori adulti di assaporare il gusto autentico del vero tabacco. Ci sono però degli imprevisti che possono rovinare le vacanze: si può dimenticare, perdere o rompere accidentalmente il proprio IQOS, ad esempio. Poi c’è anche chi non vuole aspettare il tempo della pausa tra una ricarica e l’altra.

UN SECONDO HOLDER SEMPRE CON TE

Per superare tutti questi imprevisti e rispondere a tutte le esigenze sarebbe importante avere un secondo holder sempre a disposizione. Ecco perché IQOS ha pensato ad un’offerta speciale valida dal 6 al 26 agosto per chi acquista online e ha già un kit IQOS registrato: uno sconto speciale del 50% per l’acquisto di un IQOS holder 2.4 plus, disponibile quindi al prezzo di 25,00 euro (anziché 50,00 euro, prezzo consigliato al pubblico).

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11 IQOS cover firmate Karim Rashid per la Milano Design Week. Da oggi in omaggio con l’acquisto di un IQOS 2.4 Plus nelle IQOS Embassy di tutta Italia.

cover IQOS La limited edition di Rashid

IQOS, sinonimo di innovazione e cultura, ha scelto Karim Rashid per realizzare 11 cover in edizione super limitata per la Milano Design Week. L’innovazione non è mai stata così personalizzabile.

IQOS, il dispositivo smoke-free che scalda e non brucia il tabacco, ha presentato alla Milano Design Week il progetto THE IQOS WORLD. Protagonista  il designer Karim Rashid, un vero game changer che ha sposato in pieno la visione di IQOS. Una concezione in cui tecnologia unica e stile contemporaneo si uniscono prima di tutto per migliorare la vita dei fumatori adulti di tutto il mondo.

Per IQOS, il design rappresenta soprattutto il perfetto connubio fra senso estetico e funzionalità, una filosofia che ha proprio in Rashid uno dei suoi portavoce più illustri. 

Sono infatti l’idea di un futuro sostenibile e del miglioramento della società  a caratterizzare il pensiero del designer egiziano. La loro interpretazione, applicata a un oggetto di elevata qualità dalle linee esclusive, sottolinea un concetto caro alla linea di accessori, di cui le cover IQOS fanno parte. Un concetto per cui tecnologia e design non sono solo al servizio delle persone, ma sono anche la base di una visione ottimistica del futuro.

L’unione di questi due game changer ha portato alla realizzazione di un’edizione super limitata di cover IQOS.

Gli accessori, personalizzati con 11 pattern creati dal designer, sono stati distribuiti in esclusiva durante la Milano Design Week 2018. Un connubio fra spunti di moda e massima funzionalità, per una limited edition frutto della visione rivoluzionaria di Rashid.  La sua concezione unisce infatti movimento ed emotività, colori e forme che puntano a rompere le barriere del tempo e dello spazio.

Sono soprattutto i contrasti di colori e  le sfumature a caratterizzare le limited edition delle cover IQOS realizzate da Karim Rashid. Elementi di qualità tangibile, dove il senso estetico viene elevato dalle funzionalità rivoluzionarie del dispositivo. Proprio per questo IQOS e la sua tecnologia cambiano in modo sostanziale il consumo del tabacco.

Marco e la ricerca di una valida alternativa alla sigaretta

Tabacco senza fumo - IQOS Stories

Cambia in meglio story, il racconto delle esperienze di chi ha già scelto IQOS e condivide la visione di un futuro senza fumo.

Marco ha lineamenti pieni di energia, voce entusiasta e porta con sé una carica da fare invidia. Dinamico imprenditore romano, usa IQOS da un anno e mezzo.

Era in cerca di un’ alternativa alla sigaretta, quando si è imbattuto in IQOS navigando online, quasi per caso: “Fumavo molto e volevo cambiare abitudini. Quando ho visto che marchio c’era dietro, mi sono fidato”.

Ha fatto un tentativo, insomma: all’inizio non sapeva bene quale parte del kit portar dietro quando usciva da casa, poi si è anche accorto che era uno strumento piccolo e agile. Qualcosa di diverso dal pacchetto da venti e relativo accendino, da dover infilare a forza in tasche e borselli.

“Se conosco gli accessori? Li ho tutti!”: ride Marco, raccontando che il design lo ha rapito, così come gli succede per la tecnologia in generale. “È come voler avere tutte le cover del cellulare. Ho comprato qualsiasi cosa, comprese le serie limitate”: ha i Colored Cap di ogni colore e i Cleaning Stick (“prima facevo con le spazzoline interne, che pulivano, ma non con lo stesso risultato”).

Marco è ben felice di condividere la sua esperienza con chi lo circonda: “Ho convinto almeno 50 persone che fumavano, e quella di cui vado più orgoglioso è mia zia, di 81 anni”.

Quando ancora IQOS era per pochi, ha lasciato il suo al proprietario di un resort di Zanzibar, che lo guardava incuriosito.

“Prima puzzavo, la mia auto puzzava, le cene tra amici erano complicate. In casa non resta più odore sulle mie giacche, sul divano o sulle tende”, racconta Marco, che si occupa di forniture di abbigliamento militare e quindi passa molto tempo nella sartoria della sua azienda.

“Il bello di IQOS è che non cambia le tue abitudini nel fumare. Questo lo trovo geniale perché è ciò che più spaventa il fumatore, abituato ad accendere e terminare una sigaretta – spiega – IQOS ha un inizio e una fine con una durata stabilita, quindi le abitudini a livello gestuale e di fumata rimangono le stesse”.

Certo, tutto questo è frutto di un’adeguata informazione, che agevola un’altrettanto adeguata fruizione: “All’inizio è ovvio si tira con molta più enfasi e c’è la “ferocia” di tirare cercando di ritrovare lo stesso fumo di una sigaretta in bocca. Dopo una settimana che ci si è abituati, però, ci si rende conto che IQOS dura quanto una sigaretta normale”.

Marco continua a spiegare con entusiasmo a chi chiede info su IQOS (anche se, dice, ormai non è più il solo ad averlo) e lui stesso, quando ha avuto bisogno, si è rivolto alle Embassy dedicate che a suo parere dovrebbero trovarsi in punti della città accessibili a tutti.

“Il personale è sempre preparato e molto gentile – dice – e l’ambiente di altissimo livello. Ricordo molto bene l’artista Azuma Makoto e le installazioni presenti all’Embassy di Roma, così come gli splendidi oggetti di design presenti al suo interno”.

La prova del nove per Marco è arrivata in breve tempo: “Per me è stato facile dopo 4 giorni non toccare più una sigaretta”.

 

 

 

 

IQOS celebra l’innovazione al femminile

IQOS celebra le Game Changer al femminile

L’8 marzo, insieme alle donne, IQOS celebra anche l’innovazione di cui sono capaci e in cui, nella storia degli ultimi secoli, si sono distinte. Con discrezione, senza grandi proclami, ma con tanta concretezza e sensibilità nel porre, tra gli obiettivi fondamentali, quello dell’interesse collettivo.

L’innovazione e la tecnologia da sempre parlano anche al femminile. IQOS celebra le “grandi donne” di ieri e di oggi

La storia è ricca di donne game changer. Anche se non così note come i loro colleghi, ricoprono ruoli importanti nelle invenzioni che hanno trasformato la nostra vita. 

Il cambiamento e la volontà di trasformare sono alla base della visione del futuro senza fumo promossa da Philip Morris International con IQOS.

Celebrare l’innovazione vuol dire supportarla e dare visibilità a chi, per motivi storici, culturali o semplicemente caratteriali, ne ha meno di quanto meriterebbe. Se Bill Gates e Steve Jobs sono, ad esempio, i nomi che per primi vengono in mente quando si parla della storia dell’informatica, non bisogna dimenticare che, a metà Ottocento, Ada Lovelace, figlia di Lord Byron, rinominata “l’incantatrice dei numeri”, fu la prima programmatrice della storia.

Le donne nella computer science hanno portato il loro contributo, segnando profondamente il settore tecnologico e informatico.

Qualche anno dopo, Edith Clarke non solo fu la prima donna ingegnere, ma anche la prima docente a ottenere una cattedra all’Università del Colorado dove inventò una calcolatrice in grado di eseguire alcuni calcoli a una velocità fino 10 volte superiore rispetto a tutti gli altri strumenti dell’epoca.

Qualcuno ha mai sentito parlare di Grace Murray Hopper? Eppure conoscete tutti il significato della parola “bug” per indicare un malfunzionamento di un computer. E’ stata proprio questa pioniera della programmazione informatica a diffonderlo. Ed è grazie a lei che il mondo della finanza ha conosciuto e utilizza ancora oggi il linguaggio Cobol.

Le Game Changer di oggi. Donne che fanno la differenza.

Ma arriviamo ai giorni nostri. Lo sapete che dal 1996 esiste The Women in Technology Hall of Fame? Dove vengono davvero premiate le game changer della tecnologia mondiale e le donne più influenti in questo settore.

Scopriamo così il nome di Radia Perlman, uno dei maggiori specialisti mondiali nell’ambito del software design e dell’ingegneria informatica delle reti: chiamata amichevolmente “la madre di Internet”, proprio per l’importanza dei suoi contributi e brevetti.

Passiamo poi a Pariza Tabriz, appassionata e studiosa di cultura hacker, che oggi dirige un team di 30 persone nel colosso di Mountain View, con l’obiettivo di scovare ogni giorno possibili punti deboli del browser chrome.

E, ancora, Helen Greiner: il suo obiettivo è “mettere i robot a disposizione di tutti” e, secondo le sue ricerche, entro pochi anni quasi in ogni casa degli Stati Uniti ci sarà un robot che sbrigherà le pulizie o farà da babysitter. Linda Hill, vincitrice dell’“Oscar dell’innovazione”: docente all’Università di Harvard e uno dei massimi esperti di innovazione al mondo, è stata inserita al sesto posto nella classifica dei Thinkers50.

E concludiamo con due signore proprio della hall of fame delle donne più influenti nel settore tecnologico a livello mondiale: Genevieve Bell, ricercatrice antropologa presso la Stanford University, ora leader di un team di oltre 100 ricercatori che cercano nuove soluzioni per migliorare la user experience, e Gwynne Shotwell matematica e ingegnere, che ha lavorato nell’automotive per poi spostarsi nel settore aerospaziale e diventare speaker TEDx.

Oggi quindi IQOS festeggia con orgoglio tutte le donne e i loro progetti innovativi, piccoli e grandi, ma comunque capaci di lasciare il segno. Un segno che è frutto della determinazione e dell’impegno che da sempre le contraddistinguono.