Gabriele e il nuovo modo di gustare il tabacco scaldato con IQOS: incontro fugace o duraturo? – Seconda parte

Due settimane di prova con IQOS. Due settimane in cui Gabriele ha gustato il tabacco in modo completamente nuovo, utilizzando IQOS in modo esclusivo ovvero senza alternarlo alle sigarette tradizionali. Sono state due settimane di test, in cui Gabriele e Alessia si sono confrontati più volte. Non è mancato anche un piccolo incidente di percorso. Li abbiamo seguiti per capire insieme a loro com’è andata quest’esperienza.

Un inizio con le migliori intenzioni

Durante il primo incontro era già chiaro come Gabriele fosse fortemente intenzionato a provare un’alternativa alla sigaretta continuando a consumare tabacco. Per questo aveva scelto non una sigaretta elettronica, ma IQOS per le sue caratteristiche specifiche. In particolare per la sua tecnologia, capace di scaldare il tabacco  fino a 350°,  senza mai raggiungere la temperatura necessaria ad attivare la combustione. In tal modo si eliminano sia il fumo che la cenere e, soprattutto, viene ridotto l’odore persistente, problema molto sentito da Gabriele.

Abbiamo chiesto ad Alessia se poi le intenzioni sono state seguite:
“Sì, Gabriele in queste due settimane ha sempre usato solo IQOS, senza alternarlo alle sigarette tradizionali. Questo è veramente importante per riuscire a percepire il gusto autentico del tabacco scaldato e non bruciato, che IQOS sa offrire”.
“Non è stato difficile per me, pensavo che mi sarei dovuto sforzare a eliminare le sigarette, invece non ho avuto nessun tipo di problema, né psicologico, né fisico. Non ho mai sentito l’esigenza di tornare alle vecchie abitudini” – aggiunge da parte sua Gabriele.

L’incidente di percorso

Primo giorno. Primo – ma anche ultimo – incidente di percorso: “Ho rotto la lamina inserendo lo stick di tabacco nel dispositivo” racconta Gabriele. “Ho chiamato Alessia e mi ha spiegato che è un incidente di percorso che a volte capita ai nuovi IQOS user. Ho dimenticato infatti che non bisogna ruotare lo stick durante l’inserimento nell’holder. Per questo motivo l’ho rotta…. Ma Alessia ha provveduto subito alla sostituzione e già il giorno stesso ho potuto utilizzarlo”.

È semplice abituarsi ai nuovi rituali

Giorno dopo giorno, i rituali con IQOS diventano un’abitudine: anche la pulizia del dispositivo.
“Sì, esatto, mi sono trovato da subito a mio agio sia con il gusto del tabacco scaldato, sia con la gestualità, che alla fine è molto naturale, più di quanto pensassi” spiega soddisfatto Gabriele.

Alessia e Gabriele si sono senti un po’ di volte durante le due settimane di prova, principalmente tramite messaggi whatsapp: “E’ un modo che noi coach usiamo per verificare che vada tutto bene o per capire se ci sono problematiche legate all’utilizzo, senza essere troppo invasivi” precisa Alessia. “E Gabriele ha sempre risposto prontamente.”

“Trovo che il supporto di Alessia e quindi del coach sia un ottimo servizio offerto da IQOS” afferma Gabriele. “Forse non è indispensabile per tutti, ma è sicuramente utile, soprattutto per chi ha un approccio poco friendly alla tecnologia. Se un amico fumatore volesse provare IQOS e mi chiedesse un consiglio a riguardo, gli suggerirei di utilizzarlo”.

Una fine o un inizio?

Quindi, Gabriele, cos’hai deciso?
“Sono già passato a IQOS e ho già qui con me il mio dispositivo. Non lo davo per scontato inizialmente.”

Alessia, soddisfatta?
“Certamente! E, se Gabriele avesse bisogno di supporto o avesse domande ulteriori, sa che può sempre contare sulla sua coach di fiducia. Sarò poi io a indirizzarlo verso gli altri servizi di assistenza IQOS”.

La risposta è quindi … decisamente un inizio!

 

Leggi la prima parte dell’intervista >> “Innovazione tecnologica e voglia di cambiare: Gabriele incontra IQOS e il nuovo modo di scaldare il tabacco