IQOS è innovazione. Anche nell’arte

ArtVerona è la manifestazione “slow” dedicata all’arte contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione. In un evento così eccezionale e dalle tematiche innovative, non poteva mancare IQOS, con un suo “space” concepito per ospitare due grandi artisti internazionali Azuma Makoto e Antoine Le Grand.

150 gallerie, 6 sezioni espositive, 23.000 espositori, 480 collezionisti e 1.150 artisti. Questi i numeri di ArtVerona che apre il 12 ottobre e si propone come manifestazione raccolta e curata dall’approccio “slow”, teso alla ricerca e alla sperimentazione. Date le premesse non poteva mancare un IQOS Space studiato per accogliere le opere di due artisti che sono legati alla filosofia Philip Morris: Azuma Makoto e Antoine Le Grand.

Lo Space firmato IQOS è una location unica che unisce l’allure della galleria d’arte – con l’esposizione di opere dei due artisti in progetti site-specific – alle limited edition firmate IQOS. In particolare, la 2.4 Plus Blue Limited Edition e tutti gli accessori – cap colorati, pochette in pelle e astuccio Duo Folio – nei colori più ricercati della stagione.

ArtVerona. Opening il 12 ottobre

La manifestazione è perfetta per accogliere la voglia di cambiamento di IQOS. Infatti, sotto la direzione artistica di Adriana Polveroni per il secondo anno, ArtVerona consolida il suo posizionamento. Conferma l’impegno a sostenere un modello alternativo di fiera, che trova il tratto distintivo in un collezionismo di nuova generazione e nella promozione del sistema dell’arte italiano. Come testimoniano #backtoItaly e il tema della manifestazione: “utopia”.

I visitatori potranno perdersi attraverso i due padiglioni: l’uno dedicato agli artisti storicizzati del dopoguerra, l’altro indirizzato agli artisti delle ultime generazioni. Sei, invece, sono le sezioni espositive: Riproposte Grand Tour, dove l’attenzione all’Italia si concretizza in opere di artisti italiani o con uno sguardo sulla nostra realtà; Raw Zone, spazi essenziali per one show; Scouting, area di ricerca con proposte progettuali più strutturate; i9 – Spazi Indipendenti, format dedicato a collettivi e spazi no profit impegnati nei linguaggi del contemporaneo e Main Section, con un’attenzione agli artisti mid career, oltre che ai Maestri e ai più giovani.

IQOS Space ospita Azuma Makoto e Antoine Le Grand

In questo concept così particolare e “fuori dagli schemi” non poteva, appunto, mancare IQOS, prodotto di oltre un decennio di ricerca e sviluppo da parte di Philip Morris International. ll prodotto smoke free che scalda il tabacco senza bruciarlo, alternativo alle sigarette tradizionali, conferma l’impegno del gruppo per un futuro senza fumo. L’IQOS Space accoglie e presenta ai fumatori adulti e a chi già usa IQOS due progetti speciali e innovativi studiati appositamente da artisti internazionali.

IQOS Embassy di Roma ospita i nuovi talenti della lirica italiana

Antoine Le Grand, classe 1956, fotografo, è noto per i suoi ritratti di personaggi del mondo dello spettacolo. Nell’arco della sua carriera ha immortalato tanti volti noti tra cui Iggi Pop, David Lynch, Charlotte Rampling, Vincent Cassel. L’artista, focalizzato sui ritratti, ha accolto la sfida di un progetto ad hoc per IQOS confrontandosi con la fotografia still life, che rappresenti lo stesso dispositivo. “IQOS è puro ed elegante” – afferma Le Grand –“Galleggia come uno shuttle nello spazio, lasciando forze e vibrazioni luminose. Essendo un ritrattista, fotografare immagini di nature morte è un esercizio eccitante e meticoloso. Arte, scienza e tecnologia creano la fotografia”. Il risultato? Appeso alle pareti dell’IQOS Space in speciali light box per un effetto spaziale.

Mentre Azuma Makoto, classe 1976, è un noto flower artist giapponese. Un uniqum che cerca di unire la tradizionale arte giapponese della disposizione dei fiori con l’innovazione, per creare opere d’arte originali. La sua arte consiste nel tentativo di dare vita perpetua a fiori e piante. Come in Shiki, scultura botanica, creata appositamente per IQOS, costituita da un pino giapponese all’interno di una cornice metallica a forma di cubo. Rispettando la dignità della natura, Makoto riesce nel tentativo di elevarne gli elementi a livello di opere d’arte, cambiandone le regole e andando oltre la tradizione. Anche Shiki sarà in mostra all’interno dello spazio IQOS.

La cifra innovativa di IQOS

L’impegno di Philip Morris International nel sostenere i progetti più innovativi e all’avanguardia è ancora una volta confermato dalla collaborazione tra IQOS e i due artisti. Personalità di spicco, veri e propri game-changer del mondo dell’arte e della fotografia, che sono stati capaci di segnare una svolta radicale nell’ambito della propria disciplina.

Conversazioni ravvicinate a Palermo con IQOS, il tabacco scaldato e Karim Rashid

KONVERSE e IQOS WORLD KARIM RASHID

Innovare il modo di consumare il tabacco e diffondere la filosofia del cambiamento, il pensiero e l’opera di chi è un game changer. Questo è ciò che fa Philip Morris International con IQOS. E, nell’anno in cui Palermo è Capitale della Cultura, porta in città l’opera di un vero innovatore nel campo del design.

Si è tenuta il 5 ottobre presso la IQOS Lounge di Palermo la presentazione alla stampa dell’installazione immersiva “Konverse”. L’opera è stata dedicata da Karim Rashid ad IQOS in occasione del Salone Internazionale del Mobile di Milano 2018.

Il designer di fama internazionale ha creato l’opera come interpretazione del cambiamento che IQOS genera nel modo di vivere le relazioni. Questo grazie alla sua tecnologia HeatControl che scalda il tabacco, anziché bruciarlo, eliminando così sia fumo che cenere e riducendo l’odore persistente. Una vera rivoluzione. I fumatori che sono passati ad IQOS dichiarano infatti di sentirsi a loro agio nell’avvicinarsi alle persone rispetto a quando fumavano sigarette*.

Rashid a Palermo

A Palermo era presente anche Rashid. Il designer ha raccontato: “Sono entusiasta di lavorare con Philip Morris International, perché l’impegno dell’azienda nel trasformare radicalmente se stessa, attraverso lo sviluppo di prodotti innovativi, è davvero una fonte di ispirazione per un designer. Il design rivoluzionario del dispositivo ci permette di credere realmente in un ideale futuro sostenibile. E il miglioramento della società è proprio il senso più profondo del design. È grazie al design che si realizza, infatti, il progresso dell’umanità e si riesce a modellare un mondo più umano e sperimentale. Il progetto che ho pensato per IQOS intende proprio rappresentare questa visione ottimistica e progressista del futuro”.

IQOS World

Il progetto IQOS World era già stato presentato durante la settimana del design a Milano 2018 con un grande riscontro di pubblico. Infatti, la scultura, intitolata “Konverse”, ritrae una conversazione tra due persone fisicamente molto vicine tra loro e connesse, due volti quasi in movimento. E’ realizzata in acciaio e rivestita in vetroresina, rifinita poi con un rivestimento molto riflettente. Sia al Salone di Milano sia a Palermo Rashid ribadisce il suo essere artista a tutto tondo. “Nel tempo ho elaborato un’intera filosofia sul concetto di decorazione, secondo la quale la decorazione dovrebbe sfidare ogni limite esistente nel proprio tempo. Per questo motivo, ho adottato un approccio piuttosto audace e fortemente improntato sull’aspetto visivo. Tutto questo sarà presentato nell’ambito dell’installazione. Se la si osserva da angolazioni diverse, infatti, Konverse cambia. L’oggetto muta la sua forma, e in un certo senso, possiamo dire che diventa un simbolo di unione, di conversazione umana. Due persone che si uniscono e diventano una cosa sola”.

Le cover studiate da Karim

A disposizione nella IQOS Lounge dedicata ai fumatori adulti e agli utilizzatori di IQOS  anche le cover in edizione limitata firmate Karim Rashid. Tutte caratterizzate da un ritmo intrinseco per dare l’idea sia del movimento sia delle emozioni. Perché nello stile di Rashid concepire un motivo decorativo vuol dire parlare del tempo in cui si vive e i pattern realizzati sono profondamente iconici. “Qualcosa che in passato non sarebbe stato possibile realizzare” – conclude il designer.

Dal 5 al 21 ottobre, l’opera sarà visibile negli spazi della IQOS Lounge di Piazza Castelnuovo a Palermo. Un’occasione per i fumatori adulti per scoprire IQOS e i suoi accessori, avvicinandosi alla filosofia dell’innovazione per un futuro senza fumo.

 

*Sondaggi condotti online da agenzie di ricerca esterne nel 2016 e 2017 su un campione di 3.263 utilizzatori di IQOS in Giappone, Svizzera, Italia, Romania e Spagna.

All’ IQOS Embassy Milano l’arte si racconta con Artime

IQOS Embassy Milano

Dopo Napoli e Bologna, Artime è arrivato alla IQOS Embassy Milano il 9 aprile registrando il tutto esaurito per ascoltare Liliana Moro e Stefano Arienti. Gli artisti sono raccontati al pubblico in occasione del MIART, settimana milanese dedicata all’arte.

L’ IQOS Embassy Milano ha ospitato Artime, i live talk ideati e sostenuti da IQOS con un focus sulle prospettive più innovative del mondo dell’arte. Nella serata milanese del 9 aprile le presenze sono state davvero numerose: oltre 200 gli operatori della cultura, gli imprenditori, gli attori, i collezionisti e il pubblico che hanno aderito all’iniziativa.

Una serata per cambiare le regole del gioco

Il talk milanese dal titolo “Game changer. Esistono regole d’oro?” è il frutto di un progetto di Artribune per IQOS, curato da Arianna Rosica, che per l’importante rivista si occupa proprio dei progetti speciali.

Stefano Arienti e Liliana Moro artisti italiani di base a Milano sono riconosciuti a livello internazionale per il loro approccio del tutto personale e capace di rinnovarsi sempre. In questa occasione, gli artisti hanno espresso il loro punto di vista sull’idea di innovazione e di cambiamento nel mondo dell’arte contemporanea. Arienti e Moro hanno dialogato con Achille Mauri, intellettuale e imprenditore, e i due moderatori Gianluca Riccio, storico dell’arte, e Damiano Gulli, esperto di comunicazione.

Arte e IQOS: l’innovazione al servizio di tutti

Arienti e Moro hanno spiegato come, nell’arte, innovazione significa essere disponibili a cambiare le “regole del gioco”, seguendo percorsi non precostituiti.
Proprio quanto sta realizzando Philip Morris International con IQOS: un progetto di rivoluzione globale per i fumatori adulti che può contare già su oltre cinque milioni di utilizzatori in tutto il mondo.

La conversazione è stata accompagnata da video e immagini con le opere degli artisti, che hanno raccontato la propria poetica, tra gioco, innovazione e divertimento. E la serata si è conclusa un cocktail finale, con la promessa di essere tutti nuovamente presenti al prossimo appuntamento.

All’ IQOS Embassy di Napoli fa tappa Artime

IQOS Embassy arte con Artime

L’ IQOS Embassy di Napoli ha ospitato lo scorso 6 aprile Artime presentando il progetto dell’artista Gian Maria Tosatti, vincitore del Talent Prize di Inside Art. Un incontro-racconto, condotto da Guido Talarico per spiegare un’arte che ha forte valore sociale e che diventa risolutiva, talvolta molto più degli interventi istituzionali.

Nella cornice delle IQOS Embassy, IQOS si fa portatore dei valori di un’arte che sa cambiare se stessa e lo spettatore, che interagisce col mondo senza mai essere autoreferenziale, che sa essere game changer supportando, stimolando e agendo. Game changer è anche IQOS, il dispositivo creato da Philip Morris International per scaldare il tabacco senza bruciarlo. Una vera rivoluzione per i fumatori adulti grazie ai numerosi benefici offerti dall’assenza di combustione.

L’arte necessaria di Gian Maria Tosatti

L’artista, che da dieci anni vive a New York, è tornato a Napoli per presentare il suo progetto dal titolo “Sette Stagioni dello Spirito” e lo ha fatto all’interno dei live talk Artime dedicati all’arte contemporanea, ideati e condotto da Guido Talarico per IQOS.
Tosatti ha presentato il suo lavoro con una videoproiezione, raccontando che si tratta di un pluriennale progetto di recupero di spazi e rigenerazione urbana nel cuore di Napoli, che ha coinvolto gli abitanti di alcuni quartieri del centro storico, come Forcella, sesta tappa dell’opera.

Il lavoro, che ha riportato l’artista nella sua città, è nato con l’obiettivo di essere un progetto di rigenerazione della cultura attraverso l’arte. Gli spazi in cui è stata realizzata l’opera, infatti, sono stati poi parzialmente recuperati. 7 edifici sono diventati prima opere e poi sono stati restituiti alle istituzioni per un loro utilizzo a vantaggio della comunità locale.
Risultato che mostra come l’arte, con le sue vie innovative, possa a volte ottenere risultati rapidi e significativi come alternativa alle vie della politica tradizionale.

Coinvolgere per sensibilizzare

Il coinvolgimento della comunità locale è stato fondamentale per l’artista, che ha dedicato il suo lavoro alla vitalità di Napoli. “L’arte deve essere uno strumento di uso quotidiano per tutta la società – afferma l’artista – e anche chi non ha contatti immediati con l’arte può venirne coinvolto. Quindi anche chi vive in luoghi abbandonati e dimenticati. Quando mi domandano ‘perché proprio qui?’, allora capisco che lì l’arte è necessaria.”

Un approccio che sicuramente spinge al cambiamento in chiave positiva ed è pienamente condiviso da IQOS nella promozione di una visione alternativa del futuro. Un futuro senza fumo.

L’ IQOS Embassy Bologna ospita Artime con Luca Caccioni

IQOS Embassy Bologna_L'arte con Artime

L’IQOS Embassy Bologna ospita una nuova tappa di Artime, la rassegna artistica di Live Talk dedicati all’arte contemporanea, ideati e condotti da Guido Talarico, direttore di Inside Art. L’11 aprile l’IQOS Embassy situata in Galleria Cavour ha ospitato l’artista contemporaneo Luca Caccioni.

Non convenzionale e quindi alternativo. Innovativo e quindi non tradizionale. Visionario, attivo, coinvolgente. Parliamo di IQOS e del suo rivoluzionario sistema per scaldare il tabacco senza bruciarlo, e quindi senza generare fumo, né cenere. E parliamo anche dell’artista Luca Caccioni, della sua tecnica di rappresentazione della realtà tanto innovativa quanto unica presentata all’ IQOS Embassy Bologna.

Un artista che segna nuove strade

“Vedute e visioni, l’immagine evocata” è il titolo del talk con questo artista bolognese che, come gli altri invitati alla rassegna Artime, ha portato avanti un personale percorso creativo. Un percorso che è stato in grado di invertire una tendenza e ha offerto una diversa prospettiva alla storia dell’arte e della società.

La capacità di andare oltre, di vedere cose che ad occhi comuni non appaiono è il fil rouge che lega i nomi presenti ad Artime. E la ricerca artistica di Luca Caccioni è proprio in questa direzione. I suoi lavori si contraddistinguono per un utilizzo tutto personale di supporti foto e video, raccolti in un unico archivio visivo dal titolo “The Pictorial Archive, 1993 – 2018”. “Oggetti, corpi, segni, particolari, vedute e visioni che vivono in un rapporto magico ed erotico con l’immagine compongono quest’opera delle opere, che accentua ancor più quel carattere di impossibile catalogazione del mondo e delle sue ‘cose sospese’ che da sempre costituiscono una delle caratteristiche primarie della mia ricerca”. Così Caccioni racconta il contenuto del suo archivio.

La serata Artime

Durante la serata, con il supporto di proiezioni, è stata mostrata al pubblico presente grande parte dell’archivio. Un focus, dunque, sull’intero processo creativo dell’artista, da lui stesso raccontato in diretta agli ospiti, cosa mai fatta prima.
L’artista, che è stato Docente di Pittura a Palermo e all’Accademia di Belle Arti di Brera e che oggi tiene una Cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha quindi condiviso il suo “memoriale identitario” di immagini che rivelano un aspetto fluttuante e instabile, dove a emergere è il valore del tempo.

Una serata coinvolgente e formativa, nata con l’obiettivo di divulgare ma anche di diffondere un approccio “altro” in ogni ambito sociale. Una serata che è stata una delle puntate all’interno di un ciclo decisamente stimolante, fortemente sostenuto da IQOS. Un ciclo di incontri che è nato proprio così: da un modo diverso di vedere, pensare e creare.

Faces and Lights di Antoine Le Grand per IQOS. Scopriamo i volti che hanno ispirato l’artista.

Faces and Lights - i volti che hanno ispirato Le Grand

Faces and Lights è il progetto fotografico innovativo, originale e suggestivo con il quale Antoine Le Grand ha voluto omaggiare IQOS e la sua visione pionieristica di un futuro senza fumo, ospite al MIA Photo Fair con una lounge dedicata.

Piccoli capolavori che traggono ispirazione dalla passione, l’estro e l’espressività di personalità del mondo della musica, dell’arte, della moda e dello spettacolo.  Persone che hanno fatto del cambiamento un vero e proprio stile di vita.  Sono i volti che hanno ispirato Face and Lights, il progetto di Antoine Le Grand, dedicato alla visione di un futuro senza fumo firmata IQOS.

In mostra dal 9 al 12 marzo al MIA Photo Fair di Milano, in una lounge dedicata.

Partiamo da Davide Di Leo, in arte Boosta, dj, scrittore, produttore, nonché tastierista e co-fondatore dei Subsonica, band che ha rivoluzionato il sound del panorama italiano. Di Le Grand dice “Quando qualcuno maneggia l’espressione con un occhio molto personale, l’esperienza si trasforma in una lezione”.

Ancora uno spirito creativo con Sabato De Sarno, fashion designer per uno dei più importanti marchi del Made in Italy e interprete delle ultime tendenze. Le sue creazioni rappresentano uno stile contemporaneo, sempre nuovo. Ha scelto di collaborare con il fotografo perché crede in IQOS, grazie al quale ha scoperto il gusto autentico del tabacco senza fumo.

Un altro volto noto è Tomaso Cavanna, milanese DOC e AD di Punk For Business. Riguardo la sua partecipazione a Faces and Lights dice: “Mi sono divertito e sono molto orgoglioso di essermi fatto fotografare da chi ha lavorato con i Sex Pistols.”

A dare lustro all’universo femminile invece c’è Linda Santaguida, modella, attrice, conduttrice e fondatrice di Exit17, piattaforma d’arte con sede a Londra. Sempre attratta dall’evoluzione, per lei IQOS “è stato come il primo amore, non ci siamo più lasciati.”

I volti ritratti da Antoine Le Grand in Faces and Lights sono quelli di personaggi della musica, dell’arte e dello spettacolo la cui cifra distintiva è il cambiamento.

Ancora un volto femminile tra i personaggi di successo legati ad IQOS: il fiore all’occhiello dell’imprenditoria Caterina Mocenni. PR e proprietaria dell’azienda vinicola “Donna Olimpia 1898”, da quando ha provato IQOS non l’ha più lasciato. Per questo è fiera si è fatta immortalare, in onore della sua “trasformazione”.

Lo stesso vale per Paolo Orlando, fiorentino, milanese di adozione,  che lavora da anni per una grande multinazionale. Descrive quella con Le Grand emozione pura e, quando gli chiediamo cos’ha cambiato IQOS per lui, risponde semplicemente: tutto.

Il famoso artista Ivan Bert, trombettista con un’intensa attività di composizione dedicata alla danza contemporanea, ha sposato da subito la visione di IQOS per un futuro senza fumo. Così descrive la sua esperienza: “Le Grand non scatta una foto, è un artista che ti guarda.”

Un’altra donna dal forte carisma, Greta Costarelli, project manager, digital media producer, modella e felice d’aver posato per un artista di questo calibro, di IQOS ama l’opportunità di far parte di un nuovo mondo.

Ultima ma non ultima, Siena Hicks, studentessa della John Cabott University, art lover e socialite. Il suo occhio tende sempre al futuro, per questo il passaggio ad IQOS le è stato del tutto naturale.

Questi i volti in mostra presso le IQOS Embassy di Roma e Torino,che attendono l’occhio dello spettatore per celebrare insieme a un grande maestro internazionale la bellezza del cambiamento. Senza dimenticare Vibrations & Silences, la nuova serie inedita di scatti realizzati da Le Grand per IQOS, presentata all’Embassy di Milano proprio in occasione dell’esclusivo MIA Photo Fair Opening Party.

Ma questa è ancora un’altra storia…

L’ IQOS Embassy di Milano espone Luca Pozzi: quando l’innovazione si ispira all’arte

Quando l’innovazione si ispira all’arte: Luca Pozzi all’IQOS Embassy di Milano

L’artista come IQOS trasforma il passato per proiettarsi nel futuro.

Con la serie Supersymmetric Partner, in esposizione all’ IQOS Embassy di Milano in Foro Buonaparte 50 fino alla prima settimana di settembre, l’artista Milanese Luca Pozzi (Milano, 1983), affascinato dalla fisica teorica e sperimentale, e impegnato da anni in un dialogo con comunità scientifiche all’avanguardia come quelle del CERN, dell’INFN, della NASA e del Fermi Telescope, ci introduce nel suo universo poetico cristallizzando in una serie di scatti fotografici la natura termodinamica dello spazio-tempo e, come avviene per il dispositivo IQOS, rileggendo il passato con gli occhi del presente per proiettarci nel futuro.

Come fosse una retrospettiva di Paolo Caliari detto Veronese (1528-1588), i capolavori del maestro rinascimentale sono stati immortalati insieme a una porzione degli ambienti museali che li contengono e di cui fanno ormai parte. Catturati con un po’ della loro aura, della loro eternità. Le grandi tele sono ritratte frontalmente in un momento solitario, lontano dal continuo andirivieni che normalmente le accompagna e dallo sguardo vigile dei custodi.

Nell’ IQOS Embassy di Milano c’è il privilegio di vederle così, in questa pausa dal flusso del grande pubblico che si dilata in una visione privata, forse intima, di certo rara.

Nei vuoti della composizione si inserisce l’artista, Luca Pozzi, sorpreso appunto nell’atto di saltare. Il suo è un salto fisico, ma anche plastico, pittorico, in cui il corpo si inserisce nelle scene dipinte dal Veronese. L’artista si sovrappone ai paesaggi rappresentati, per restare sospeso a sfidare le leggi di gravità.

La tensione del gesto si concentra tutta nel punto massimo di innalzamento del corpo dal suolo per venire registrata dalla macchina fotografica. La forza viene fissata, messa in pausa permanente all’apice dello sforzo che la libera.

Attraverso l’energia non ancora dispersa, l’opera può trovare la sua forma, la sua eternità, il suo calore che si sprigiona ma non brucia. Un pò come l’energia di IQOS.

IQOS Pathfinder Project: la poetica multiforme di Davide Quayola

IQOS Pathfinder Project: Andrea Salvatori e la sua arte ironica a Kitch a Milano

L’IQOS Pathfinder Project ha presentato alla Design Week di Milano una mostra esclusiva sull’artista internazionale Davide Quayola.

Davide Quayola è stato il protagonista di una delle due mostre (l’altra è quella dello studio di design Panter&Tourron) promosse da IQOS per l’apertura del progetto IQOS Pathfinder alla Design Week di Milano, dedicata alla raccolta Jardins d’Été. Artista romano di base a Londra, classe ’82, le sue opere sono oggi esposte in tutto il mondo, da New York (galleria Bitforms), a Londra (V&A Museum), a Parigi (Palais de Tokyo).

Nella fase di ricerca creativa, Quayola opera con Chiara Horn nel duo sperimentale HFR Lab, per poi proseguire in solitaria perlustrazione. Combina immagini, materiali e tecnologia per produrre opere suggestive e innovative, che indagano i rapporti tra reale e artificiale, figurativo e astratto, nuovo e vecchio. La sua poetica è multiforme: in particolare spazia dalla scultura alla video arte, dalla pittura digitale alle installazioni multimediali, alla performance. È uno dei maggiori artisti contemporanei che riesce a integrare le potenzialità tecnologiche nell’arte in maniera naturale. Anticipa nuove relazioni possibili tra i mondi del sensibile, del concettuale e della tecnica e assumendo il ruolo di un vero innovatore.

La tecnologia pertanto non è solo uno strumento, ma parte integrante dell’opera. Nella serie Strata un software da lui ideato scompone e ricompone i classici di Tiepolo e Velazquez in geometrie vibranti e ipnotiche. Nella serie Captives la vera opera è il processo, ad opera di un braccio meccanico che scava le forme impresse nella sua memoria digitale.

IQOS: quando l’innovazione si ispira all’arte – Andrea Salvatori

IQOS Pathfinder Project: Andrea Salvatori e la sua arte ironica e Kitch a Milano

Ironia, stupore e tecnica impeccabile all’IQOS Lounge di Milano. In occasione della Milano Design Week – che si è tenuta dal 4 al 9 aprile scorso – in mostra le opere di Andrea Salvatori.

In occasione della Milano Design WeekIQOS ha ospitato in diverse sedi le opere di molti artisti, designer e innovatori. Gli artisti attraverso le proprie creazioni sfidano i linguaggi contemporanei e stimolano nuove riflessioni sulla realtà che ci circonda.

Uno degli artisti è stato Andrea Salvatori, scultore e ceramista classe ’73, che ha costruito un linguaggio fatto di innesti e combinazioni divertenti. L’artista inoltre parte dalla passione per le statuine di ceramica trovate nei mercatini d’antiquariato e dal concetto di ready-made. L’intento dell’artista è infatti quello di prendere soggetti vagamente kitsch per aggiungervi un twist inaspettato, ironico e interessante. In questo modo riesce a generare sorpresa e a scardinare i preconcetti radicati nella nostra concezione del mondo.

L’abilità tecnica, proveniente dallo studio, gli è valsa il diploma di maestro d’Arte all’Istituto per la Ceramica Ballardini e dall’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’abilità tecnica gli permette di intervenire sul soggetto creando integrazioni del tutto irriconoscibili (per stile) dall’originale. Di creare opere personali di eccellente fattura. Tra le sue opere inoltre troviamo ballerine e robot, figure geometriche che interagiscono con innocenti angioletti in maniera dissacrante.

Un repertorio sorprendente esposto con grande successo presso l’IQOS Lounge di Milano in Via Tortona 31 proprio durante la Design Week.

IQOS Pathfinder Project: quando l’innovazione si ispira all’arte – Simone Crestani

IQOS Pathfinder Project: Simone Crestani espone alla Lounge di via Tortona 31 a Milano

Nell’IQOS Lounge di Milano, le tecniche del passato riemergono per raccontarci qualcosa di nuovo grazie all’IQOS Pathfinder Project e all’arte di Simone Crestani.

In occasione della Milano Design Week le opere di Simone Crestani sono state esposte all’IQOS Lounge di Milano in una collezione in anteprima assoluta.

Designer, artista, ma soprattutto artigiano, precisa Simone Crestani, perché senza una padronanza della materia e della tecnica, la sua arte non riuscirebbe ad esprimersi. Simone Crestani, poco più che trentenne è famoso in Europa e negli Stati Uniti. Ha cominciato a lavorare il vetro quasi per caso, cercando un impiego estivo negli anni del liceo. Da allora ha proseguito dedicandosi all’affinazione della tecnica come apprendista di bottega.

Tra le moltissime tecniche studiate, l’artista predilige una lavorazione che risale agli inizi del XIX secolo, il vetro modellato alla fiamma. Il vetro nelle sue mani assume qualunque forma, da soggetti realistici a decorazioni concettuali, vere e proprie opere d’arte e pensiero contemporaneo. Per Simone la vera sfida del vetraio moderno è infatti proprio quella di fare tesoro della tradizione antica e rinnovarla con idee attuali e innovative.