IQOS a Napoli con Blue Mixologist Taste

IQOS mixology _ Blue Mixologist Taste

IQOS è eccellenza. É scoperta. IQOS è sperimentazione.
E lo ha dimostrato anche a Napoli con l’evento Blue Mixologist Taste tenutosi all’ IQOS Embassy di Chiaia lo scorso 4 maggio. Una serata dedicata al mixology e all’arte della preparazione dei cocktail. Ovviamente, in chiave IQOS.

Dire cocktail non basta più. Oggi il trend è mixology. Negli ultimi anni, il fenomeno, o meglio, l’arte della preparazione dei cocktail ha conquistato un pubblico sempre più vasto. Si tratta di un pubblico pronto a sperimentare il nuovo, ma anche a riscoprire i grandi classici, preparati in modo impeccabile.

E così gli speakeasy sono diventati i luoghi dell’eccellenza, sia per gli ingredienti selezionati, sia per gli accostamenti. E i mixologist hanno visto le loro doti e la loro esperienza riconosciute sempre più. Sono loro, infatti, le nuove star da conoscere.

Protagonista dell’evento del 4 maggio, che ha animato l’ IQOS Embassy napoletana di Via Filangieri uno tra i migliori mixologist d’Italia, nome e volto noto della città: Alex Frezza, dello speakeasy L’antiquario.

L’esperienza Blue Mixologist

Durante la serata Blue Mixologist, gli ospiti sono stati accolti dalla selezione musicale di Gabriele Del Prete e dai giochi di luce ideati da Andrea Pirozzi, provando cocktail personalizzati e combinazioni ideate ad hoc per l’occasione. Alex Frezza ha infatti rivisitato i più classici cocktail della storia in chiave innovativa, offrendo ai presenti un’ingaggiante esperienza di tasting. Un’esperienza decisamente diversa che dimostra come l’innovazione sia un modus operandi che può toccare ogni ambito.

É quanto avviene con IQOS: scaldando il tabacco senza bruciarlo, infatti, offre un modo completamente nuovo di vivere l’esperienza di consumo del tabacco. Un’idea nata dalla volontà di cambiare il già visto e il già fatto e dal desiderio di offrire nuove possibilità ai fumatori adulti di tutto il mondo.

Alex Frezza incarna perfettamente questa filosofia perché è sì legato al classico, agli standard che sono indispensabili nel suo mestiere – perché “per ogni cocktail la forza sta negli ingredienti base” – ma ha anche la volontà di crearne di nuovi, ideando drink contemporanei, che vanno di moda oggi perché rispondono alle preferenze delle persone e che forse tra qualche anno saranno ancora diversi, ma avranno comunque lasciato un segno importante.